Cammina con le ciaspole, al ritmo della natura

Ciaspole: il relax dà spettacolo

Le ciaspole vengono indossate sopra i comuni scarponcini da trekking e consentono di muoversi sul manto nevoso evitando di sprofondarci. Il racchettare è un camminare lento, sia in salita che in discesa, è un’attività salutare e consente di svolgere un esercizio a basso impatto su un terreno naturale. Permette di passare in ogni luogo, anche nei boschi e tra le rocce più strette. È un’attività più semplice dello sci-alpinismo e consente di apprezzare ogni particolare della natura circostante: un modo semplice per godere della montagna e delle sue bellezze durante l'inverno.
Ognuno può scegliere, in piena libertà, percorso e lunghezza, senza orari o necessita di impianti di risalita. Il silenzio rilassante, un incontro con la fauna selvatica, una merenda consumata al sole, al riparo di un muro di una vecchia baita nella neve, saranno il premio perfetto per la tua prossima ciaspolata!

Itinerario su comoda mulattiera. Dall’Alpe vista privilegiata sulla parete nord del Disgrazia.
Questo itinerario è consigliato per il periodo primaverile, quando la strada S. Giuseppe-Chiareggio è aperta. Per i mesi invernali (dicembre-gennaio-febbraio) la soluzione è quella di arrivare fino a Chiareggio da S. Giuseppe su comoda strada battuta.
  • Località di partenza: Chiareggio 1593 mt
  • Dislivello 400 mt
  • Tempo di percorrenza: 1.30 h
  • Punti di ristoro: bar e ristoranti di Chiareggio, aperti tutto l’anno.


Seguendo la strada che ha inizio al parcheggio della seggiovia dei Barchi-S.Giuseppe fra pascoli e boschi incontaminati.
  • Località di partenza: San giuseppe 1500 mt
  • Dislivello: 426 mt
  • Tempo di percorrenza: 1.30 h
  • Punti di ristoro: alla partenza (S. Giuseppe)

È un itinerario molto semplice, la classica passeggiata, adatta anche a famiglie. Si snoda su strada innevata e su sentiero nel bosco senza difficoltà di orientamento.
  • Località di partenza: San giuseppe 1500 mt
  • Dislivello: 510 mt
  • Tempo di percorrenza: 1.30 h
  • Punti di ristoro: lungo il percorso. Rifugio Barchi e bar-ristorante La Gusa in località Barchi. Al Palù presso i chiosci o il ristorante Campanacci dell’Alpe Palù

È un itinerario molto interessante che non presenta difficoltà.
Si arriva in auto fino a Campo Franscia e si seguno le indicazioni e il sentiero, solitamente battuto.
Giunti all’Alpe Musella si può anche seguire il sentiero che scende a Campascio e, toccando la partenza della seggiovia di Campolungo, scendere a Campo Franscia.
L’Alpe Musella si può raggiugnere anche partendo da Campo Moro.
  • Località di partenza: Campo Franscia 1502 mt
  • Dislivello: 519 mt
  • Tempo di percorrenza: 2 h
  • Punti di ristoro: ristoranti di Campo Franscia

Classico itinerario che offre più possibilità. Si può salire dall’Alpe Largone, passare per Prabello e scendere a Campagneda. Ridiscendere dall’itineraio di salita così come compiere il percorso inverso oppure attraversare la conca di Campagneda fino a Prabello.
La zona è particolarmente adatta alle ciaspole e frequentemente battuta. (Vedi in dettaglio sotto).
  • Località di partenza: Alpe Largone 1800 mt – Parcheggio sulla strada per Campo Moro 1940 mt
  • Dislivello: 427 mt – 290 mt
  • Tempo di percorrenza: 3 h – 2 h
  • Punti di ristoro: Rifugio Cà Runcasch aperto tutto l’anno a Campagneda.
  • Rifugio Cristina aperto sabato e domenica.

Fra larici e mughi alla bellissima conca dell’Alpe Lago. Accesso dalla strada per Primolo, sul primo tornante.
  • Località di partenza: Chiesa 1100 mt
  • Dislivello: 514 mt
  • Tempo di percorrenza: 1.30 h
  • Punti di ristoro: nessuno.
IN DETTAGLIO:

Parcheggio Campagneda (1900 m) – Alpe Campascio (2078 m) – Alpe Campagneda (2145 m) – Passo di Campagneda
itinerario impegnativo.
Si sale con l’auto da Franscia fino quasi a Campo Moro (1900 m), dove parte il sentiero per l’alpe Campascio e Campagneda. Si lascia l’auto in un piccolo parcheggio sulla destra e, indossate le ciaspole, si sale per un primo tratto lungo la strada e poi lungo un largo sentiero che conduce tra i boschi fino all’alpe Campascio (2078 m), dove si possono ammirare delle bellissime baite in legno, e poi all’alpe Campagneda (2145 m). Qui si può già vedere sulla destra la caratteristica ed imponente vetta del pizzo Scalino (3323 m). Si procede, tenendo sulla destra il Cornetto, la cui risalita porta al Pizzo Scalino. Procedendo si possono notare i numerosi laghetti gelati o totalmente coperti di neve a seconda della stagione. Poco dopo le prime nevicate non è raro poter ammirare il verde smeraldo delle acque, non ancora gelate, in contrasto con il candido manto che le circonda. Dopo aver superato alcuni dossi, si cammina puntando all’evidente intaglio tra il gruppo dello Scalino, più precisamente il pizzo Canciano, e le rocce scure del Monte Spondascia (2867 m), sino a giungere all’ampia insellatura del valico, con vista straordinaria, non solo sulle limitrofe vette della Valmalenco, come Scalino, Disgrazia e l’intero gruppo del Bernina, ma anche sulle più lontane montagne delle altre valli lombarde. È anche possibile proseguire, con breve discesa, verso il non lontano passo Canciano (2.464 metri) che immette nella Val Poschiavo, in territorio svizzero.

Parcheggio Campagneda – Alpe Campascio – Prabello e Rifugio Cristina
Itinerario più semplice.
È il percorso ideale per un’escursione con le racchette. Senza fatica e lunghi dislivelli, si può ammirare un panorama tra i più belli delle Alpi lombarde, un continuo alternarsi tra docili dossi innevati e le ripide rocce imbiancate dello Scalino. Dal rifugio si continua dritto per pochi metri per poi deviare sulla destra (cartelli gialli, indicanti il rifugio Cristina. Prestate attenzione a non scendere verso il ristoro Alpe Largone o lungo la carrozzabile estiva). Senza perdere quota si cammina per un primo tratto pianeggiante e, quindi, lungo alcuni lievi pendii che si attraversano senza via obbligata. Dopo aver superato alcuni radi e bassi larici si affronta l’ultima breve salita, dalla cui sommità si intuisce la conca dell’Alpe Prabello. Si scende leggermente e, proseguendo verso lo Scalino, si giunge in vista della chiesina dell’alpe e, poco dopo, delle baite e del rifugio Cristina (2287 m). La conca offre un colpo d’occhio di rara bellezza, un perfetto connubio tra ambiente naturale e opera dell’uomo, con le baite in pietra curate e sapientemente ristrutturate seguendo i canoni architettonici tradizionali. La cappella in pietra sembra il soggetto di un pittore, dipinta con il maestoso ed elegante profilo del monte Disgrazia sullo sfondo. Se il pizzo Scalino domina, incombente, la piana dell’Alpe Prabello, in lontananza, spuntano, dalle scure rocce del pizzo Moro, l’Argient (3945 m) e lo Zupo (3995 m), maestose vette del gruppo del Bernina.

SERVIZI
Le guide alpine della Valmalenco sono la migliore soluzione per le vostre gite sulla neve in totale sicurezza. Tra le molteplici offerte della stagione invernale sono sempre in calendario uscite guidate al chiar di luna con le ciaspole.

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